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        <title>Biologa Nutrizionista Belluno - Dott.ssa Veronica Gelisio - Fritto si o fritto no? Benefici e danni</title>
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        <description>Biologa Nutrizionista Belluno - Dott.ssa Veronica Gelisio - Fritto si o fritto no? Benefici e danni</description>
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                <title>Fritto SI o fritto NO? Benefici e danni per la SALUTE</title>
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                <pubDate>Wed, 07 Aug 2019 09:20:00 +0000</pubDate>
                <description>&lt;img src=&quot;//site-760477.mozfiles.com/files/760477/friggitrice.jpg&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi parliamo di CIBI FRITTI: fanno bene o no alla salute?&amp;nbsp;Il fritto può essere salutare o dannoso ma dipende da tanti fattori che andremo a vedere insieme.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal nord al sud della nostra Penisola non esiste una regione che non abbia una specialità fritta. Ovviamente vi è molta diffidenza nei confronti dei cibi fritti, molto diffusa al punto di diventare un luogo comune, ma seguendo alcuni importanti accorgimenti anche un piatto fritto può dare i suoi benefici: ciò che fa veramente male è &quot;un piatto di fritto fatto male&quot;, perchè di fatto sono dannose le sostanze di ossidazione che si formano nell&#039;olio quando è usato troppo a lungo. Il calore infatti innesca negli alimenti dei processi di degradazione che portano alla formazione di perossidi, e se questo processo viene avviato, procede sempre più rapidamente ogni volta che l&#039;olio viene riscaldato. Ecco perchè si deve mostrare una certa diffidenza quando si mangia un prodotto fritto fuori casa. E&#039; stato cucinato a regola d&#039;arte? l&#039;olio ha superato la temperatura di 180°? l&#039;olio è stato riscaldato ripetutamente? L&#039;alimento è imbibito d&#039;olio? L&#039;alimento è stato riscaldato più volte? Ecco che fidarsi di cibi venduti in un fast-food, ai banchetti di un festival, ad una sagra o nelle cattive rosticcerie è molto difficile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Considerando i concetti base di anatomia, al nostro fegato non arrivano gli alimenti tali e quali, ma i principi attivi di ogni alimento scomposto durante il processo digestivo: quindi poco interessa a questo organo in quale tipo di preparazione o alimenti erano contenuti i grassi, zuccheri o proteine che deve metabolizzare. Quello che incide è la QUANTITA&#039; introdotta: gli eccessi alimentari mettono continuamente sotto sforzo il fegato, ma ciò che lo danneggia veramente sono le malattie virali (come le epatiti), i farmaci, l&#039;abuso di alcool e di bevande alcaloidi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Molti pazienti mi dicono che friggere con l’olio d&#039;oliva rende l’alimento più “pesante”. Vi siete mai chiesti come mai dopo aver mangiato qualcosa di fritto si sente la testa pesante, si passa la notte a bere molta acqua e si percepisce un blocco allo stomaco o pesantezza? Forse è il nostro fegato che si ribella? cosa sta succedendo?&amp;nbsp;La temperatura alla quale l&#039;olio comincia a ossidarsi si chiama &quot;punto di fumo&quot; ed è oltre questo il punto dove incominciano i processi di trasformazione delle sostanze in componenti dannose e cancerogene (acrilammide e acroleina). L&#039;acrilammide si trova preferibilmente nelle parti bruciacchiate e si forma per degradazione del glicerolo, mentre l&#039;acroleina si crea&amp;nbsp;quando il grasso brucia, producendo un fumo bianco e un odore acre (questa sostanza è&amp;nbsp;causa di irritazione delle mucose e dermatiti).&amp;nbsp;La progressiva alterazione dei grassi si può visivamente notare in quanto l&#039;olio s&#039;intensifica di colore: scurisce, aumenta la viscosità, aumenta la tendenza a formare schiuma e diminuisce il suo punto di fumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;I cibi fritti stimolano il fegato (in quanto stimolano la liberazione di bile nell&#039;intestino allontanando le scorie), hanno un effetto lassativo e depurativo, accelerando il metabolismo&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;, a patto che vengano rispettate alcune regole di fondamentale importanza ossia la SCELTA DELL&#039;OLIO e la TEMPERATURA DI COTTURA&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e che siano ben bilanciati ed associati all&#039;interno del pasto con altri alimenti scelti appositamente (è utile e preferibile accompagnare pietanze fritte con verdure crude e frutta, perché queste ultime contengono elementi che supportano il lavoro del fegato e agevolano le funzioni renali).&amp;nbsp;&amp;nbsp;La cottura in olio bollente è adatta a qualsiasi alimento e migliora le qualità organolettiche di ortaggi e cereali, come pure dei cibi proteici.&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;In generale, il fritto è più digeribile rispetto ad altri tipi di cottura in quanto l’alimento si disidrata e quindi è facilmente aggredibile dai succhi digestivi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Pensiamo alle classiche verdure: sono più digeribili di quelle lesse (perché risultano disidratate).&amp;nbsp;L’alimento fritto, nelle sue proprietà nutrizionali sarà molto più vicino ad un alimento crudo. Infatti nel corso della frittura, se la temperatura dell’olio è mantenuta costante e sostenuta, si evita l’imbibizione d’olio mediante la creazione immediata di una barriera lipidica che da una parte ostacola la penetrazione del grasso, dall’altra preserva i nutrienti. C&#039;è da aggiungere che i&amp;nbsp;cibi cotti nell’olio (purché, ripeto, secondo alcune e precise regole che già ho citato) portano a una secrezione di insulina più bassa da parte dell’organismo e questo si traduce in un minor accumulo di grasso. Soprattutto a vantaggio dell’addome, ossia la parte del corpo dove più&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;tendono ad accumularsi i chiletti di troppo provocati dall’azione del suddetto ormone&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Resta di fatto che, anche se viene cucinato a regola d&#039;arte, il cibo fritto è molto calorico: ecco che non è da mangiare tutti i giorni, ma da controllare l&#039;assunzione in modo da non provocare rischi per la salute e per la linea, salvo espressa controindicazione del professionista&amp;nbsp;(es. patologie renali o epatiche, un metabolismo molto lento o altro)&amp;nbsp;e tenendo a freno la ben che lecita golosità.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;REGOLE PER UNA SANA FRITTURA:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&#039;olio extra vergine d&#039;oliva rappresenta&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&amp;nbsp;l’olio migliore anche per friggere, perché è ricco in acidi grassi monoinsaturi e soprattutto di tocoferoli (antiossidanti) che lo rendono più stabile durante la cottura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Anche l’OLIO DI ARACHIDI è molto stabile ad alte temperatura ma solo quelli da agricoltura biologica sono prodotti con metodi che non prevedono l’impiego di solventi chimici e la formazione di acidi grassi trans. Oli e grassi con alto grado&amp;nbsp;di acidi grassi polinsaturi sono meno indicati, in quanto meno stabili ai trattamenti termici prolungati e ripetuti. Oli poco indicati per la frittura sono quello di mais e di girasole in quanto ricchi di acidi grassi insaturi che abbassano il punto di fumo, a meno che l&#039;olio di girasole non sia del tipo &quot;ricco in acido oleico&quot; e quindi avrebbe caratteristiche molto più simili all&#039;olio d&#039;oliva. Il punto di fumo è tra i 160 e i 180° quindi è bene mantenere questa temperatura costante senza andare oltre ma nemmeno troppo sotto.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;E’ importante asciugare gli alimenti fritti su carta paglia alimentare, e non su carta da cucina assorbente poiché potrebbe cedere sostanze chimiche all’alimento. Inoltre, sono da preferire recipienti in acciaio, e padelle non ampie.&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Evitare di utilizzare padelle di alluminio, rame e ferro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Durante la frittura evitare abbassamenti di temperatura che favoriscono l’imbibizione d’olio da parte dell’alimento.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Provvedere ad una frequente sostituzione degli oli. Vigilare sulla qualità dell&#039;olio durante la frittura, filtrarlo per bene in modo da eliminare le croste carbonizzate, i residui oleosi viscosi: i resti di un olio vecchio accelerano l&#039;alterazione dell&#039;olio (attenzione a non aggiungere olio fresco a un olio alterato in quanto quello fresco si altera a contatto con quello alterato).&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;Evitare durante la frittura la presenza d&#039;acqua, l&#039;aggiunta di sale e spezie che accelerano l&#039;alterazione degli oli. Spezie e sale a fine frittura nella giusta dose.&lt;/p&gt;</description>
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